A cura di Nadia Stefanel
dall’8 novembre 2025 al 21 marzo 2026
Arte Quantistica: tradurre l’invisibile in esperienza
In occasione dell’Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica (IYQ), istituito dalle Nazioni Unite per celebrare un secolo di scoperte e innovazioni nate dalla meccanica quantistica, la Fondazione Dino Zoli ha ideato un progetto capace di intrecciare due dimensioni solo apparentemente distanti: quella dell’arte e quella della scienza. L’obiettivo è stato quello di dare forma visiva e sensoriale a ciò che, per sua natura, sfugge allo sguardo e alla comprensione immediata — trasformare la matematica astratta dei quanti in esperienze che si possano sentire, oltre che comprendere. L’arte diventa così un linguaggio parallelo alla fisica, un ponte tra l’invisibile e il percepibile, capace di tradurre i principi più complessi dell’universo in narrazioni emozionali. Non si tratta, dunque, di illustrare formule o rappresentare in modo didascalico concetti scientifici, ma di evocare le emozioni profonde che la scienza stessa suscita: meraviglia, disorientamento, curiosità, vertigine davanti al mistero della realtà.
https://quantum2025.org/iyq-event/quantum-art-oltre-il-visibile/
Nel mondo quantistico, le particelle non si comportano come oggetti solidi e prevedibili, ma come entità ambigue e affascinanti: si muovono come onde, esistono in più stati contemporaneamente, comunicano a distanza e attraversano barriere che sembrano invalicabili. Questi fenomeni, tanto strani da sembrare poetici, non sono frutto dell’immaginazione, ma manifestazioni reali, osservate e dimostrate sperimentalmente. E’ proprio da questa apparente contraddizione — tra l’invisibile e il reale, tra la teoria e la percezione — che nasce il senso profondo del progetto: mostrare come la meccanica quantistica, pur descrivendo un universo lontano dalla nostra esperienza quotidiana, sia in realtà la base delle tecnologie che plasmano il mondo moderno. Dai computer quantistici ai laser, dai semiconduttori alla risonanza magnetica, tutto ciò che oggi definiamo “concreto” affonda le proprie radici in quel dominio impalpabile governato dalle leggi dei quanti.
L’arte quantistica, dunque, diventa un invito a guardare oltre l’evidenza, a percepire la bellezza nascosta dell’universo microscopico e a riconoscere che la realtà non è mai univoca, ma un insieme di possibilità che coesistono, si intrecciano e collassano in infinite forme di espressione
La mostra che state per visitare ha avuto un prequel, a Singapore, in occasione del Gran Premio di Formula 1, dove, è stata presentata a The Arts House la collettiva Quantum Perspective: The Art of Interference con artisti italiani e singaporeani, esposizione inserita nel calendario ufficiale dell’UNESCO.
L’esposizione, curata da Nadia Stefanel, presenta per la prima volta in Italia i video degli artisti Giacomo Costa, Vincenzo Marsiglia e Leonardo Petrucci, esposti in anteprima a Singapore unitamente ai lavori di Giuliana Cunéaz e degli artisti Ina Conradi & Mark Chavez. Comprende anche alcune opere tridimensionali di Andrea Cereda e Amanda Chiarucci, nonché i progetti degli artisti Camilo Bojaca, Elena Nemkova e Semiconductor, provenienti da Bienno Borgo Artisti 2.0, progetto di residenza ideato da Cinzia Bontempi.







