prima mostra personale di Francesca Fini,
cura di Bruno Di Marino
prologo di Ibrida Festival delle Arti Intermediali
Reale, virtuale, fatale.
Prosegue anche per il 2024 la collaborazione tra la Fondazione Dino Zoli, anima culturale di Dino Zoli Group, e Ibrida, festival delle arti intermediali, manifestazione nata a Forlì nel 2015, diretta da Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, divenuta nel tempo punto di riferimento per l’audiovisivo sperimentale in Italia. Dopo la mostra personale Animagia di Virgilio Villoresi del 2023, prima mostra collaterale del Festival, è stato deciso di proseguire la collaborazione con Ibrida promuovendo un altro solo show, per continuare anche la mission che la Fondazione si è data nel tempo di portare esperienze significative dell’arte italiana ed internazionale a Forlì. La proposta del progetto di Francesca Fini da parte della direzione artistica di Ibrida è stata immediatamente accolta per quella capacità dell’artista di mescolare l’umano e l’artificiale, l’organico e il sintetico nel suo fare creativo. Un percorso che interessava la Fondazione anche per avere scelto come topic per il 2024 il tema dell’Intelligenza Artificiale, parola dell’anno, che ha interessato e interesserà ogni campo di analisi sia in ambito scientifico che creativo. Francesca, perfetta artefice di una unione tra il territorio del fisico e del digitale, che fa dialogare il corpo con tutte le interfacce possibili, dal disegno alla creazione di un universo 3D, esporrà quindi negli spazi della Fondazione Dino Zoli dal 2 settembre come prologo di Ibrida, poi dal 18 settembre anche a Singapore, durante il Gran Premio di F1, in occasione di una collettiva di artisti italiani e singaporiani organizzata da Dino Zoli Group, e dedicata ad artisti che utilizzano l’IA come collaborator alla loro ricerca e supporto alla magia creativa umana che, per fortuna, ancora resiste.
Francesca Fini sarà quindi a Forlì artista reale, virtuale e fatale. In Fondazione Dino Zoli l’artista sarà reale, viva presenza durante l’opening e nei video che la riprendono nelle sue performance che attraversano il tempo del contemporaneo dove le arti si ibridano, tra tecnologia dell’interazione, sound design, sperimentazione cinematografica, animazione digitale e pittura. Poi sarà virtuale con i suoi mondi, metaversi e visioni future, ma legate all’immaginario della cultura cyberpunk, e ci mostrerà come essi possano essere nuove opportunità per l’accessibilità nella sfera digitale dell’arte. E infine sarà fatale (citazione dal suo libro “Cyborg Fatale”, nel senso che la sua capacità di sperimentare ci farà, in qualche modo, quasi capitolare e arrendere davanti alle infinite possibilità che il digitale può proporci senza scadere nell’automazione della creazione e delle scelte estetiche come scrive Lev Manovich accreditato scrittore statunitense, autore di libri riguardanti la teoria dei nuovi media. Apriremo gli occhi ammaliati da un universo parallelo, ugualmente interessante ed artistico. La sperimentazione continua di Francesca Fini, che sfida i confini dell’arte digitale, la partecipazione attiva dello spettatore spinto ad interagire con l’opera stessa, i temi critici e sociali trattati attraverso un racconto anche distopico, la realizzazione di un’estetica quasi surreale che combina elementi visivi e sonori in maniera inaspettata, le sue intersezioni fra arte scienza e tecnologia, la relazione ironica tra analogico e digitale, il surrealismo del gesto e degli accostamenti immaginifici, ne fanno una vera Cyborg Fatale che la Fondazione Dino Zoli è lieta di ospitare nei suoi spazi per contribuire a diffondere l’apertura al futuro.













