Camilla Marinoni, grazie ad un’esplorazione nata dalla lettura dei testi del filosofo Jean Luc Nancy e del filosofo della biologia Telmo Pievani, ha creato una serie di lavori che spaziano dall’ambito scultoreo a quello installativo. Intrecciando tessuto e ceramica, ha combinato materiali naturali quali cotone, lino, legno e ferro, insieme a elementi organici diventati consuetudine per l’artista, come il vino e il trucco. Inoltre, ha arricchito i lavori con una nota di intensità viscerale, mediante l’utilizzo di un calco in gesso dello stomaco di un bovino, contribuendo così a enfatizzare la profondità emotiva delle sue sculture. Quello che Camilla Marinoni vuole evidenziare con “Strange foreign bodies” è l’evocazione di un corpo scrutato da vicino, nelle sue fessure e nelle sue molteplici forme.

Fuori dal corpo, oltre il corpo: organi e viscere che, cresciuti ipertroficamente, abitano il mondo. Sottratti alla finalità gerarchica dell’organismo, gli organi si emancipano dalla loro funzione per svilupparsi autonomamente. Non sono frammenti né scarti, ma nuove individualità cariche di potenzialità sovversive inespresse: sono truccate, con unghie affilate e hanno bocche, orifizi, lingue. Dichiarano una volontà di seduzione. Aspirano a nuove connessioni e relazioni.

Strange Foreign Bodies #02, 2024

Cotone Dino Zoli Textile, polyestere, tempera, vino, legno

Strange Foreign Bodies #03, 2024

Cotone Dino Zoli Textile, polyestere, tempera, vino, legno

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